Libri · Recensioni

Dio di illusioni.

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Trama

Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato…

Recensione

“Beauty is terror. Whatever we call beautiful, we quiver before it.”
Donna Tartt, The Secret History

Sono stata introdotta ai libri di Donna Tartt dopo la notizia che il suo romanzo “Il Cardellino” avrebbe presto avuto un adattamento. “Il Cardellino” ha vinto il Premio Pulitzer nel 2014 e la trama mi aveva subito intrigato. Nonostante l’eccessiva lunghezza, sono riuscita a leggerlo in pochissimo tempo, e quando ho saputo di quest’altro suo libro non ho saputo resistere. Dalla sinopsi si percepisce subito che si tratta di un libro molto cupo e dalle tinte dark, e trovo questo tipo di romanzi molto interessante. È anche il libro perfetto per chi è appassionato di mitologia greca e storia antica. Non è il solito romanzo ambientato in un college americano con le solite avventure tra sesso, droga e rock and roll. È davvero particolare, e non avevo mai letto niente di simile. La cosa più interessante di questo libro è che si legge come un classico, tant’è che è stato inserito nella classifica dei Modern Classics: ovvero i libri scritti dopo il 1950 che ormai sono diventati classici dell’era moderna. Quando lo si legge, non sembra di leggere un libro di questo secolo, ma come un romanzo del diciannovesimo secolo. È un libro che si sviluppa con estrema calma, senza fretta, dove tutto è costruito con estrema lentezza e accuratezza. L’autrice costruisce lentamente l’atmosfera e i personaggi, fino ad arrivare al grande evento, già anticipato nel prologo, che cambierà le loro vite per sempre e perseguiterà il narratore e il resto dei personaggi per tutta la vita. Non è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, e nonostante sia più piccolo del Cardellino, ho impiegato molto più tempo per leggerlo. È uno dei motivi per cui ho deciso di dare a questo libro quattro stelle anziché cinque, senza però negarne l’eccellenza. Il fatto è che questo libro è pieno di simbolismi e di concetti che non sono alquanto facili, e anche la scrittura è molto sofisticata. È un romanzo che richiede molta attenzione e concentrazione, senza per questo risultare pesante. Mi sono completamente immersa nella storia e nelle ambientazioni. La cosa che ho amato di più sono stati i personaggi. I protagonisti sono tutte persone orribili. Anche il narratore e protagonista, Richard, può sembrare all’apparenza l’unico personaggio positivo all’interno del gruppo, ma anche lui si scoprirà essere un personaggio tutt’altro che buono e capace di commettere terribili azioni. Sono tutti egocentrici, sociopatici, chiusi nel loro mondo, disinteressati alla realtà, e nessuno è escluso, tanto meno il loro insegnante di greco. Ma la magia del romanzo è proprio questa: nonostante siano persone negative, è impossibile non simpatizzare con loro. Hanno tutti delle personalità molto intriganti e affascinanti. Nonostante i sentimenti contrastanti che si provano nei loro confronti durante la lettura del romanzo, è impossibile alla fine non affezionarvici. Vi consiglio di leggere questo libro conoscendo il meno possibile sulla trama, per non rovinarvi la sorpresa. L’evento cruciale è già preannunciato all’inizio, ma ciò è al fine di creare una lenta e progressiva tensione fino alla seconda parte, che è stata la mia preferita e da lì non sono più riuscita a smettere di leggerlo.

Il finale lascia spazio a moltissime interpretazioni. È decisamente una conclusione ben pensata e piena di simbolismi, che non lascia delusi. Vi consiglio vivamente di leggerlo, è quel tipo di storia che vi resterà per sempre impressa nella mente.

Recensione a cura di Clara De Paolis

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3 risposte a "Dio di illusioni."

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